l'Unità delle diversità
tempi, luoghi, problemi di 150 anni di patria
Il Centro NuovoProgetto e la Fondazione A.J. Zaninoni, a centocinquant'anni dall'Unità, propongono nel 2010-2011 un ciclo di incontri per una riflessione critica su chi siamo oggi e su come siamo arrivati a esserlo.
La molteplicità è sicuramente un carattere specifico dell'Italia e insieme un suo punto di vitalità: è il suo tratto d'identità, il suo contributo all'Europa. Le diversità che convivono nel nostro Paese sono di natura sociale, economica, culturale e territoriale e sono il risultato di creatività, spirito d'iniziativa, fertilizzazioni incrociate di idee ed esperienze. Sono però anche il prodotto di processi di esclusione e di frammentazione che minano la piena cittadinanza e le effettive pari opportunità per alcuni strati della popolazione, e la stessa immagine unitaria del Paese.
Intendiamo pertanto assumere la molteplicità – valore e problema – come oggetto di analisi e insieme vogliamo far interagire molteplici punti di vista.
Alcuni incontri tratteranno momenti significativi di questi centocinquant'anni di storia unitaria, altri affronteranno questo percorso storico da una prospettiva "di confine", altri ancora metteranno a fuoco temi vitali per la nostra convivenza civile.
Una chiave di lettura che accomuna tutti gli interventi è il "bisogno di storia": in un Paese diviso tra diverse memorie soggettive, solo una ricostruzione rigorosa, e insieme attenta alla molteplicità, può portare chiarezza sulle acquisizioni e sugli ostacoli, evitando sia il facile ottimismo sia lo sconforto.
Il fine è quello di fornire, con una maggiore consapevolezza del passato e del presente, un orientamento adeguato ad affrontare i problemi di oggi.
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venerdì 5 novembre 2010 |
ore 18 |
Antonio Gibelli - Università di Genova |
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gli italiani: un popolo bambino?
un percorso storico dalla Grande guerra a oggi
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Antonio Gibelli è professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Genova.
La sua ricerca riguarda in particolare la prima guerra mondiale: i saggi L'officina della guerra (1991, 2007) e La Grande Guerra degli italiani (1998, 2007) hanno profondamente innovato gli studi sul primo conflitto mondiale, utilizzando come fonti le testimonianze epistolari, i diari, le relazioni degli psichiatri. La sua attenzione per i vissuti e i punti di vista della gente comune si è manifestata anche con la fondazione dell'Archivio Ligure della Scrittura Popolare, una delle principali istituzioni europee del genere.
La lezione di Antonio Gibelli sarà centrata su una delle sue opere più originali, Il popolo bambino. Infanzia e nazione dalla Grande Guerra a Salò (2005), un'attenta ricostruzione delle forme di mobilitazione dell'infanzia italiana nella prima metà del XIX secolo: «il "bambino" non è solo una parte ma un prototipo del popolo, nel senso che il popolo viene considerato e di conseguenza trattato come un minore da educare, conquistare, sedurre, se occorre ingannare». Non mancherà nemmeno un riferimento al suo ultimo lavoro, Berlusconi passato alla storia (2010), un'analisi delle ragioni del successo berlusconiano e della trasformazione dei cittadini in «pubblico esposto alle suggestioni mediatiche».
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venerdì 19 novembre 2010 |
ore 18 |
Francesco Barbagallo - Università Federico II di Napoli |
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1945-1948, la nascita dell'Italia democratica
Repubblica, Costituzione, ricostruzione
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Francesco Barbagallo è professore ordinario di Storia Contemporanea e direttore del Dipartimento di Discipline Storiche dell'Università di Napoli "Federico II". I suoi studi vertono sulla storia d'Italia e in particolare del Mezzogiorno dal Settecento ad oggi, con attenzione agli aspetti metodologici e ai problemi politici, sociali, culturali. Dal 1983 è direttore della rivista Studi Storici. È stato consigliere comunale a Napoli tra il 1987 e il 1993. Nel 1994 ha coordinato per l'editore Einaudi la Storia dell'Italia Repubblicana. Dirige per l'editore Carocci la serie Il mondo contemporaneo.
Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo La modernità squilibrata del Mezzogiorno d'Italia (1994), La formazione dell'Italia democratica, in Storia dell'Italia repubblicana vol. 1 (1994), Da Crispi a Giolitti, in Storia d'Italia vol. 3 (1995), Napoli fine Novecento. Politici camorristi imprenditori (1997), L'Italia repubblicana. Dallo sviluppo alle riforme mancate. 1945-2008 (2009), Storia della camorra (2010).
Tema della lezione è la formazione dell'Italia democratica: «La guerra e la disfatta, l'occupazione straniera e la lotta di liberazione, l'impegno comune per la ricostruzione, gli acuti conflitti politici e sociali rappresentano, nella storia italiana, una svolta di eccezionale intensità e partecipazione emotiva, effettivamente comparabile anche per questo aspetto all'altro momento costitutivo della moderna nazione italiana, il Risorgimento, prodotto non solo di menti illuminate e forti caratteri, ma anche di passioni romantiche».
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mercoledì 1 dicembre 2010 |
ore 18 |
Salvatore Lupo - Università di Palermo |
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uno sguardo dal Mezzogiorno sull'Italia unita
storie, mito e memorie
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Salvatore Lupo, docente di Storia contemporanea presso l'Università di Palermo, è autore di numerose pubblicazioni sulla società meridionale tra Otto e Novecento e di una Storia della mafia. Dalle origini ai nostri giorni (2004), tradotta in varie lingue, in cui per la prima volta viene ricostruita la storia della mafia con rigore storiografico. Altre opere sul medesimo tema sono Andreotti, la mafia, la storia d'Italia (1996), Quando la mafia trovò l'America (2008) e infine il recentissimo Potere criminale. Intervista sulla storia della mafia (Laterza, 2010), saggio nato dalla conversazione con il giornalista Gaetano Savatteri.
Lupo affronta con lucidità anche altri momenti cruciali della storia italiana in Il fascismo. La politica di un regime totalitario (2005) e Partito e antipartito. Una storia politica della prima Repubblica (2004). È da poco uscito un altro suo libro, Il passato del nostro presente. Il lungo ottocento. 1776-1913 (2010) che secondo l'autore è il secolo «che più ha influenzato il nostro presente. Ha formato la gran parte delle nostre idee. Ha dato inizio alle trasformazioni che hanno plasmato il nostro mondo». È vicedirettore di Meridiana. Rivista di storia e scienze sociali, e membro della redazione di Storica.
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venerdì 14 gennaio 2011 |
ore 18 |
Franco Cecotti - IrsmlFVG |
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il controverso confine nord orientale
identità e cittadinanza dal Risorgimento al fascismo
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Franco Cecotti, già docente di italiano e storia negli Istituti superiori di Trieste, collabora con l'IrsmlFVG (Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia), di cui è stato presidente dal 2003 al 2007. Ha collaborato con il ministero della Pubblica Istruzione in progetti di formazione dei docenti sulla storia contemporanea e con l'Università di Trieste. Suoi interessi di ricerca sono i confini, l'emigrazione italiana, le condizioni dei civili durante la prima guerra mondiale, la didattica della storia.
Ha pubblicato numerosi studi nelle edizioni dell'IrsmlFVG, su riviste specialistiche e in volumi collettanei; si ricordano in particolare Un esilio che non ha pari. 1914-1918. Profughi, internati ed emigrati di Trieste, dell'Isontino e dell'Istria (2001), La fine violenta della guerra sul confine orientale italiano. 1943 e 1945 (2007), Il tempo dei confini. Atlante storico dell'Adriatico nord-orientale nel contesto europeo e mediterraneo. 1748-2008 (in corso di stampa).
Il suo intervento illustrerà gli eventi che determinarono l'inserimento nello Stato italiano dei territori nord orientali (Friuli e Venezia Giulia, con l'Istria), tra Otto e Novecento, inserimento reso assai problematico dalla composizione demografica dell'area nord-adriatica, con la presenza di popolazione di lingua italiana, slovena, croata e tedesca. I concetti di identità, nazionalità, cittadinanza furono rilevanti nel dibattito e nelle riflessioni dell'irredentismo, del nazionalismo e del socialismo, trovando risposte e declinazioni diverse nei regimi politici succedutisi (liberale, fascista e democratico) e rendendo spesso gli eventi del confine nordorientale un laboratorio di esperienze per comprendere anche la storia europea più recente.
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venerdì 28 gennaio 2011 |
ore 21 |
Alberto Mario Banti - Università di Pisa |
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patrioti
donne e uomini nella costruzione dell'identità italiana
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Alberto Mario Banti, già professore associato di Storia del Risorgimento dal 1992, è dal 2001 professore ordinario di Storia contemporanea all'Università di Pisa. Dal 2004 è membro dell'advisory board di "European History Quarterly". Le sue ricerche rappresentano una nuova storiografia del Risorgimento, che ha come oggetto il «tessuto simbolico proprio del discorso nazionale risorgimentale». Nel 2007 ha curato con Paul Ginsborg l'Annale 22 della Storia d'Italia Einaudi, Il Risorgimento.
Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo Storia della borghesia italiana. L'età liberale (1996), La nazione del Risorgimento. Parentela, santità e onore alle origini dell'Italia unita (2000, 2006), Il Risorgimento italiano (2004, 2009), L'onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo europeo dal XVIII secolo alla Grande Guerra (2005), Il senso del tempo. Manuale di storia (2008), Le questioni dell'età contemporanea (2010).
La lezione analizza l'idea di nazione nel suo peculiare aspetto di «comunità di discendenza», composta cioè da uomini e donne «figli di una stessa madre, parte di una stessa rete di relazioni parentali» ed esemplifica in modo magistrale il nuovo orientamento storiografico che ha lo scopo di «far vivere la cultura profonda del Risorgimento, di osservare la mentalità, i sentimenti, le emozioni, le traiettorie di vita, i progetti politici e personali degli uomini e delle donne che al Risorgimento hanno preso parte» (A. M. Banti e P. Ginsborg).
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venerdì 11 febbraio 2011 |
ore 18 |
Walter Barberis - Università di Torino |
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bisogno di patria
il fragile senso di comune appartenenza degli italiani
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Walter Barberis insegna Metodologia della ricerca storica e Fonti iconografiche per la ricerca storica presso l'Università di Torino. Ha studiato in modo particolare la formazione delle classi dirigenti in età moderna, pubblicando Le armi del Principe. La tradizione militare sabauda (1988, 2003), ed è stato uno dei curatori della Storia d'Europa Einaudi (1993) e dell' Annale 18 della Storia d'Italia Einaudi, Guerra e pace, di cui ha scritto il saggio di apertura, L'elmo di Scipio (2002).
È ideatore e curatore, insieme a Giovanni De Luna, della mostra storica Fare gli italiani, prevista a Torino dal marzo al novembre del 2011, concepita come un'occasione di riflessione sul cammino degli italiani negli ultimi 150 anni, come un'esplorazione di come abbiano vissuto insieme l'industrializzazione, le due guerre mondiali, l'emigrazione, i consumi...
Fondamentale il suo saggio Il bisogno di patria (2004, 2010): a partire dalla constatazione della «fragilità del tessuto connettivo degli italiani», Barberis ne ricerca le cause e si interroga su come l'Italia possa affrontare il futuro «senza un'etica condivisa, senza un'intenzione orientata da una cultura comunitaria, senza una sua aggiornata e aperta idea di patria». Centrato proprio su queste tematiche, il suo contributo chiuderà il ciclo di incontri con l'auspicio di un possibile ruolo dell'Italia che valorizzi «la molteplicità degli uomini e delle culture: questo è il suo tratto di identità, la sua esperienza, il contributo storico all'Europa che fu, il fondo di conoscenza possibile per l'Europa che viene».
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luogo degli incontri: sala Zaninoni del Mutuo Soccorso - via Zambonate 33, Bergamo
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con il contributo di
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con la collaborazione di
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A cura di: Maria Laura Cornelli, Giuliano Mazzoleni, Daniela Rosa, Francesco Trombetta.
L'Associazione Proteo rilascerà a richiesta attestato di partecipazione (artt. 64 e 67 CCNL 2006/2009 del Comparto Scuola).
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